Gastrobase.it
Gastroenterologia Xagena
Xagena Mappa
Medical Meeting

L'Acido Obeticolico migliora la steatoepatite non-alcolica nello studio REGENERATE


L'Acido Obeticolico ( Ocaliva ) ha prodotto effetti antifibrotici in modo dose-dipendente in un ampio studio prospettico di pazienti con steatoepatite non-alcolica ( NASH ).

Sono stati presentati i dati intermedi a 18 mesi dello studio REGENERATE, che si è focalizzato su endpoint prespecificati di trattamento di NASH con Acido Obeticolico.
Lo studio ha riguardato 931 partecipanti con NASH confermata dalla biopsia e fibrosi stadio F2 o F3.
I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere placebo ( n = 311 ), Acido Obeticolico 10 mg ( n = 312 ) o Acido Obeticolico 25 mg ( n = 308 ).

L'Acido Obeticolico 25 mg/die ha raggiunto l'endpoint primario di miglioramento della fibrosi senza peggioramento della NASH nel 23.1% dei pazienti ( P =0.0002 rispetto al placebo ).

Il gruppo trattato con Acido Obeticolico 10 mg ha mostrato un miglioramento del 17.6% ( P = 0.04 rispetto al placebo ).

La risoluzione della NASH come endpoint primario non è stata raggiunta a causa degli stringenti requisiti, ma è stato dimostrato che il 35.1% dei pazienti trattati con Acido Obeticolico 25 mg è migliorato nel ballooning ( rigonfiamento ) epatocellulare ( P = 0.001 rispetto al placebo ).
È stato anche osservato un rapido miglioramento dose-dipendente degli enzimi epatici.

Il 38% dei pazienti nel gruppo 25 mg aveva una fibrosi migliorata mentre il 13.1% ha mostrato un peggioramento.

Sebbene gli eventi avversi siano stati per lo più minori, il prurito è stato segnalato più comunemente, interessando il 51% del gruppo 25 mg, il 28% del gruppo 10 mg e il 19% del gruppo placebo.
Un numero maggiore di pazienti nel gruppo con dosi più elevate si è ritirato a causa di prurito ( 9% versus meno dell'1% nei gruppi 10 mg e placebo ).

REGENERATE è la prima sperimentazione clinica di fase 3 di successo nei pazienti con NASH. Questi risultati sono rilevanti per la pratica clinica perché la steatofibrosi è il più forte fattore predittivo indipendente di mortalità epato-correlata nei pazienti con steatoepatite non-alcolica. ( Xagena2019 )

Fonte: International Liver Congress, 2019

Gastro2019 Farma2019


Indietro